
Vivienne Westwood, donna dalle mille risorse: designer, attivista, regina della trasgressione; ha sempre lottato per i diritti dei cittadini e per far si che il mondo sia un posto migliore. Aveva un animo punk e ribelle e questo ha fatto si che ognuno di noi non si dimentichi mai di questa straordinaria Donna.
Vivienne Westwood e l’animo PUNK
L’incontro con il musicista Malcom McLaren fece si che la carriera di Vivienne decollasse nel mondo punk; i due, infatti, nel ’74 lanciarono abiti di cuoio, magliette di gomma, catene e T-shirt con immagini pornografiche. Vivienne e Malcom lanciarono anche il gruppo Sex Pistols: icona estetico-musicale del movimento punk che aborriva l’ipocrisia dell’epoca e la combatteva, importunando i codici di comportamento dell’establishment.
Vero palcoscenico della provocazione fu Seditionaries (gioco di parole tra seduzione e sedizione), il negozio aperto dai due, che forniva, in termini di mode e pose, il manuale dei nuovi anarchici che suonavano al Roxy di Londra, trafiggendosi le guance con le spille da balia e pettinandosi con creste minacciose. Inoltre, l’adozione di elementi tradizionali del design scozzese come il tartan fu essenziale per lo sviluppo del movimento punk.
Negli anni ’80, Westwood disegnò con McLaren un’altra collezione epocale, presentata a Parigi e Londra: quella dei Pirati, che lanciò il look New Romantic, segnando anche l’ingresso degli abiti di Vivienne al Victoria and Albert Museum.
Dame Vivienne e la moda
Nell’82, dopo Mary Quant, fu la prima inglese ad essere accolta nel calendario dei défilé parigini. Anche le collaborazioni di “Lady Viv” cambiarono, spostandosi dalla musica all’arte. Le sfilate di Vivienne passarono da Witches a Crini Collection.
Per lei e per i suoi fashion show, sempre caratterizzati da un titolo come una pièce teatrale, tutte le top model più famose sfilavano gratuitamente. Mentre John Fairchild di Wwd, nel volume Chic Savages dell’89, inserì la Westwood come unica donna tra i sei stilisti migliori al mondo. Nel ’92, alla stilista venne riconosciuta l’onorificenza Order of British Empire dalla stessa Regina Elisabetta II; proprio al termine di quella cerimonia, Vivienne fece volteggiare la gonna davanti agli obiettivi dei fotografi, svelando al mondo che non portava biancheria intima.

Dopo 10 anni di assenza, nel 2008, l’eccentrica Vivienne Westwood tornò sulla scena della moda londinese con la collezione Red Label autunno/inverno. Lo scopo era quello di attirare l’attenzione sui cambiamenti climatici che stavano interessando il pianeta, per spingere la moda a diventare sempre più sostenibile e accessibile.
Le battaglie della Dame
La stilista punk è sempre stata anche una grande e convinta attivista: inviò un forte messaggio politico ed ecologico contro l’allevamento intensivo di animali, a sostegno dell’associazione Pigledge, il cui scopo principale è quello di proteggere i maiali.
Si schierò anche a fianco della protesta “No Brexit”: indossò una maglietta con una frase ironica che cercava di spingere i giovani a votare per non essere sottomessi dalle generazioni più anziane. Uno degli eventi più importanti degli ultimi anni si svolse alla London School of Economics, dove Vivienne Westwood tenne una conferenza su un argomento molto delicato che ha sempre cercato di sottolineare attraverso le sue collezioni, cioè la protezione dell’ambiente.
Da dicembre 2016 a febbraio 2017, a Shanghai, la Art K11 Foundation ha curato la mostra “Get a Life”, dedicata a “Woman Who Co-Created Punk”.